mercoledì 14 agosto 2013

Posted by Adespoto Posted on 15:26 | 2 comments

Lei #35–Risotto alla crema di scampi

 

 

I miei appuntamenti immaginari, oggi, non hanno vinto, chi l’ha spuntata stavolta è il connubio di eventi per cui, non ci sono i suoi responsabili, non c’è il mio responsabile, i miei compagni di banco hanno il pranzo e uno che non se lo porta ha avuto in offerta un pranzo da chi se lo porta, insomma mancava solo che me lo portassi io, ma sapete, mi ero messo d’accordo con lei per andare a mangiare fuori.

Chi immaginava che il 14 agosto Roma fosse così bella, certo chiamare in ordine tutti i ristoranti conosciuti e non, che permettessero di mangiare un risotto alla crema di scampi (suo piatto preferito) degno di esser ricordato, ma che non sia ubicato troppo lontano dal lavoro, è stato complesso, ristoranti molti chiusi o molti aperti solo di sera. Insomma avevo quasi perso le speranze quando ho notato che aveva riaperto una vecchia gloria della ristorazione sarda, e pensate, proprio vicino al lavoro. A colpo sicuro ho prenotato riservandomi la possibilità di disdire qualora a pranzo non avessero avuto la portata per cui avevo prenotato.

Lei si è presentata con i suoi pantaloni bianchi, rigorosamente con i tacchi, una magliettina viola, in tinta con lo smalto, e un giacchetto intrecciato, capelli legati, e lucidalabbra luminoso. Io mmm me. E’ salita in macchina, mi sarebbe bastato, vederla accanto a me come dovessi portarla chissà in quale posto lontano. Non sono riuscito a farle un mazzetto di fiori di carta, perché, nonostante tutto quello che abbiamo fatto, questo era il nostro primo appuntamento con pasto, tendenzialmente il 2° in una storia normalmente vissuta.

Il proprietario ci ha accolti in questo locale con la luce giusta, non soffusa, perché boicotto spesso i locali bui, per diversi motivi, devo vedere cosa mangio e chi ho di fronte, figurarsi con lei. Ovviamente lei non si aspettava che l’avessi portata la proprio per il risotto, ma vederla sorridere e chiedermi:

- Immagina se oggi non lo fanno!

- Secondo te non ho chiamato prima per saperlo?!

Difatti c’era e vederla mangiare con gusto, con calma, senza preoccuparsi della gente, ridere e scherzare con me, ma alla fine parlare di tutto come fossimo a pranzo dopo centinaia di pasti condivisi, parlare di ciò che è successo, e non di noi, mi ha fatto vivere la situazione di stare con lei. Mi ha fatto piacere che ha mangiato tutto, si è presa il dolce, perché era a suo agio con me, non credo l’avrebbe fatto ad un appuntamento, perché non era in linea con la sua “linea”. Ma abbiamo pranzato da coppia. Non sarei mai voluto andarmene, avrei voluto fermare il tempo, ma il tempo non si ferma se si fosse fermato sarei rimasto fermo anche io, magari lontano un tavolo da lei per sempre.

Siamo tornati abbiamo fatto la nostra prima, e forse ultima, recensione di coppia, su tripadvisor, perché ci piace criticare, ma soprattutto ricordare.

Onestamente avrei fatto l’amore con lei, per me non esistevano portate o condimenti afrodisiaci, ora credo che sia afrodisiaco pure un panino da McDonald se di fronte ho lei.

 

Mi è stata data la possibilità anche di un pasto, penso di averla sfruttata al meglio, non mi interessa e non penso cambierà qualcosa, ma posso spostare il punto “cena assieme” dai rimpianti ai ricordi. E’ una differenza molto sottile, ma è importante. E forse abbiamo levato anche un’altra annotazione da dei vecchi post-it che avevo fatto 2 anni or sono.

giovedì 1 agosto 2013

Posted by Adespoto Posted on 13:17 | 5 comments

Lei #34–Per l’amore ci vogliono tutti i sensi.

Nell’uomo ci sono 9 sensi, c’è chi dice 5, se sei un cavaliere dello zodiaco ne hai 7. Ma la realtà è ben diversa, i sensi noti sono 9, categorizzati, e importanti per un ottimo proseguo della vita. Ora supponiamo che normalmente non utilizzi mai tutti i sensi per la stessa azione, ma solo alcuni alla volta, 2 o 3. Ho notato che alcune volte la stessa situazione immergeva completamente nel lavoro ognuno dei sensi, o quantomeno li ha stimolati tutti.

 

La vista

 

Lei è bella, bellissima, vederla al mattino mi rende felice, i suoi occhi sono verdi, e non faccio altro che perdermici, e quando vedo il suo corpo, la mia vista prova la sua esistenza appannandosi, come se dopo non valesse la pena guardare altro. Quando la vedo arrivare il cuore comincia a battere forte, quando vedo cosa si è messa per me, il mio cuore impazzisce. Comincio a diventare lento a sbattere le palpebre, voglio avere più tempo per guardarla.

 

L’udito
 

Sento la sua voce, la cerco continuamente, quando ride, quando parla al telefono, quando tossisce anche. Non siamo molto distanti, ma non posso far a meno di cercarla. Quando sento il suo respiro più affannato che sia per un bacio, o per qualcosa di più, la mia capacità uditiva è praticamente focalizzata su un’unica frequenza, la sua. E onestamente di ascoltare altro, non ho interesse. Voglio sentire la sua voce, voglio sentirla ridere, piangere, gridare, sgridare, sentire le sue parole, vivere le sue polemiche e sorriderle dicendo che è esagerata perché a lei piace polemizzare quanto a me, e lei mi direbbe lo stesso.

 

Il Gusto
 

Il sapore delle sue labbra viaggia sempre sui frutti rossi, il lucidalabbra che regolarmente mangio tutto. Il gusto della sua pelle e il gusto delle sue labbra, mi hanno reso la persona che sono, così golosa di lei. Quando sento il sapore delle sue labbra mi inebrio a tal punto da morderle, da sentirla ora anche con l’udito che il gusto sta prendendo il sopravvento. Io assaporo la sua pelle, ascolto il suo respiro farsi pesante, vedo lei che mi guarda.

 

L’olfatto
 

Ha un buon odore, la sua pelle e i suoi capelli, annuso tutto. Sono un amante dell’olfatto, annuso libri prima di leggerli, annuso cd, cibi, bevande. Da quando ho annusato lei la prima volta, non c’è niente che mi dia più soddisfazione di sentire l’odore della sua pelle, questo odore fa venire l’acquolina in bocca, per questo la golosità fa in modo che assaggi la sua pelle, ed è li che riascolti il suo respiro farsi pesante, ed alzando gli occhi vedi i tuoi riflessi nei suoi e viceversa,

 

Il tatto

 

Il primo approccio tattile lo cercavo già dalle prime volte che le chiedevo di prendere un caffè, quando ci appoggiavamo al muro io sfioravo sempre la sua pelle, sentivo che non avrei potuto farne più a meno un giorno. Così è stato, sento la sua pelle e le sue labbra sotto i miei polpastrelli come fosse un tarasacco, avete presente quei fiori dove soffi ed esprimi il desiderio? Ecco per me è come poter toccare il desiderio stesso, ma lo sfioro soltanto, vedo che il suo corpo reagisce a questa assenza di contatto, e a volte divento un po’ più rude, lo ammetto ma sento perfettamente il suo corpo sotto le mie mani, ogni parte del suo corpo viene cercata dalle mie mani. E quanto la cerchi e l’avvicini non puoi esimerti da sentire l’odore della sua pelle, per poi passare il labbro inferiore sulla sua spalla assaporandone la morbidezza, e sentire lei che fa capire di essere stata presa dalle mie mani, per poi ritrovarti a fissarla negli occhi.

 
 
La termopercezione

 

Sento l’aria che si scalda con lei, quando siamo soli abbasso la temperatura a 20 gradi, la termopercezione di cui siamo dotati mi permette di sentire il suo corpo che si scalda, oltre al mio. Questo corpo che si scalda a contatto con le mie mani, mi fa sentire l’odore che emana anche dal suo accaldarsi, mi inebria che con le mani devo stringerla a me ed avere pieno appagamento del tatto, devo assaggiare il suo corpo e le sue labbra, perché voglio sentire la sua voce che si spezza o ascoltare un suo “oddio” e poi guardarla… mentre si morde il labbro.

 

 

La percezione neuronale con i riflessi incondizionati (dolore, solletico, pizzicore)

 

Sentire il dolore è cosa assai normale, il solletico etc, ma a volte lo stesso gesto che provocava solletico, fatto in un momento dove la termopercezione è alle stelle, produce altri riflessi, ho notato che soffre il solletico ma se la bacio e faccio lo stesso identico gesto, si muove alla ricerca delle mie mani, il gesto che faccio è sfiorarle la pelle dei fianchi. La mia percezione neuronale va a farsi fottere, e capisco che potrebbero anche darmi delle martellate in quel momento, ma anche questo senso è completamente suo.

 

La proprioricezione

 

Riconoscere me nello spazio, riconoscere la contrazione dei miei muscoli, dimentico totalmente come si fa. Mi ritrovo completamente su un altro pianeta, sento a malapena i muscoli che si stancano mentre sono sopra di lei, non sento fatica, non mi rendo conto dove sono, e perché ci sono. Solo una cosa mi tiene vigile, i suoi occhi ed il suo corpo, l’odore della sua pelle, e le mie mani su di lei. La mia proprioricezione appartiene al suo corpo e alla sua testa. Riesco ad essere contento di dove mi riconosco se accanto c’è lei.

 

 

L’apparato vestibolare o equilibrio

 

Quando faccio l’amore con lei, alla fine, il mio equilibrio sparisce, come se non l’avessi mai avuto, lei mi abbraccia e mi sostiene, anche a lei serve il mio sostegno, ci sosteniamo a vicenda. Ci abbracciamo, come le prime due carte che metti di un castello di carta, le più solide di tutta la struttura poi, semplicemente appoggiate l’una all’altra. Sono contento di aver scoperto che anche questo senso le appartiene totalmente, mi fa perdere l’equilibrio sia fisico che mentale, ma dio… sono così felice di sentire che perdo le forze, passare una vita intera con schiena dritta, senza mai mostrare un cedimento, per poi sentirti cadere su un corpicino di poco più di 50kg, che ti fa impazzire l’apparato vestibolare anche solo guardandoti.

 

I miei 9 sensi non li avevo mai messi così a dura prova, ma se dovessi perderne anche solo uno, vorrei che fosse lei l’ultimo esempio dello stesso.

Vorrei che fosse la prima ed ultima persona che ogni giorno, vedo, ascolto, assaggio, annuso, tocco, scaldo, mi faccia vibrare, mi faccia perdere cognizione di me ma che soprattutto mi faccia cedere.